Valva

 

Villa d’Ayala

 

Valva - Villa d’Ayala


La Villa si estende per circa diciassette ettari e  tutta murata all’intorno. Vi si accede dalla p.zza del Calvario, attraverso un ampio cancello di ferro, ricavato in una torre merlata di stile normanno.Lungo il viale che dall’ingresso del calvario porta su al castello, s’incontrano due grandi statue d’eroi; la prima, inserita in un maestoso arco rappresenta l’eroe  dell’Etolia Meleagro la seconda, raffigura Ercole, il quale anni fa a seguito di un atto vandalico fu decapitato. Bellissimi sono i giardini e per la varietà dei fiori e per la durata di essi lungo il  corso delle stagioni. Desta meraviglia un anfiteatro fatto di bossi ordinati a parco dai quali spuntano tanti spettatori di marmo seduti ai loro posti.Al centro, in alto, è il palco d’onore ove siedono i personaggi di rilievo Numerose e profonde sono le grotte. In una di esse, detta dei “mostri”, si notano statue d’aspetto orribile, oltre a Vulcano, che batte il ferro rovente sull’incudine. Davanti al porticato che  protegge l’ingresso, vi sono cinque statue di marmo bianchissimo raffigurano le arti: la Musica,la Danza, il Canto, la Pittura e la Scultura.

Valva - Villa d’Ayala

 

Uno scenario da inconsueta bellezza ancestrale caratterizza Villa d' Ayala.  Avvolta in un magico silenzio, si presenta al visitatore come un ambiente quasi irreale, isolato dal mondo esterno. Il  parco che copre un'estensione di diciassette ettari, rappresenta con il suo patrimonio boschivo un autentico polmone verde. Curata con  arte magistrale, la Villa esprime nelle sue fantastiche creature scultoree, nelle grotte, nelle fontanelle, nelle siepi di bossi potate con perizia, tutta la ricercatezza del suo ideatore: il Marchese D. Giuseppe Maria Valva. Tale retaggio artistico risale alla fine del Settecento , ma fu più tardi, intorno al 1867, che la Villa acquistò maggiore splendore, per opera del Marchese Francesco d' Ayala-Valva. La Villa è circondata lungo il suo perimetro da mura dell' altezza di  circa tre metri. L'ingresso al parco si apre in una piccola torre con porta neogotica chiusa da un cancello e sovrastata da una merlatura ghibellina. Sulla desta del viale è visibile la Cappella della Madonna di Filermo, dove annualmente i Cavalieri di Malta celebrano una messa commemorativa. Si incontra poi il "Coffee house", con un portico neogotico di sei archi abbellito dalle sculture delle Pacchiane, che rappresentano donne in costume lucano. Un tempo, di fronte, si ammirava un "laghetto rotondo con dentro un castello  avente delle torricelle ai quattro angoli". Attualmente il laghetto, descritto dall'annalista De Meo, non esiste più e in luogo del castello si ammira una fontana adorna con le figure di Diana e un cervo in bronzo, mentre intorno è il giardino all' italiana, abitato dalle marmoree stagioni dell'anno. In  fondo al viale una torretta sorregge la statua pure marmorea di Ercole.